Ritenzione idrica: come riconoscerla e come combatterla

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Ritenzione idrica

La ritenzione idrica è un disturbo che colpisce prevalentemente le donne e può essere legato a patologie gravi, ma nella maggior parte dei casi è dovuto ad uno stile di vita poco sano. Ma come si manifesta e come si può combattere?

Che cos’è la ritenzione idrica?

La ritenzione idrica consiste nel ristagno di liquidi nelle zone soggette all’accumulo di grasso (addome, cosce, glutei). Di norma, quando ciò si verifica si assiste alla comparsa di edema, ovvero rigonfiamenti anomali a livello dei tessuti, ma anche un’alterazione della circolazione venosa e linfatica, che porta all’accumulo di tossine, che alterano il metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno.

Le possibili cause della ritenzione idrica

Le cause delle ritenzione idrica possono essere molteplici. Nella maggior parte dei casi, tale disturbo è legato ad una alimentazione poco sana, ricca di grassi e di sale, e ad uno stile di vita scorretto, che prevede il consumo eccessivo di alcol, caffè e tabacco.

Anche alcuni farmaci possono causare il ristagno dei fluidi, come i cortisonici, gli antinfiammatori e gli estroprogestinici.

Tuttavia, tale patologia può essere legata anche a malattie gravi, come disfunzioni cardiovascolari o renali, importanti reazioni allergiche ed infiammazioni.

Come individuare la ritenzione idrica?

Per accertare la presenza di questo disturbo, di solito, viene effettuato l’esame del peso specifico delle urine. Ciononostante, esiste anche un metodo più semplice, ma efficace, per individuare un eventuale ristagno di liquidi, ovvero basta premere con forza il pollice sulla parte anteriore della coscia per pochi secondi. Una volta rimosso il dito è necessario controllare se ne rimane ben visibile l’impronta. Se ciò accade vuol dire che c’è un effettivo accumulo di fluidi.

Inoltre, vi sono anche altri indicatori importanti da tenere sottocontrollo:

  • gonfiore delle estremità inferiori;
  • dolore e gonfiore addominale;
  • stanchezza;
  • pesantezza, soprattutto a livello delle gambe;
  • infiammazione dei tessuti.

I rimedi

Qualora la ritenzione idrica non sia legata a gravi patologie, è importante agire sullo stile di vita, correggendo alcune abitudini malsane, come il fumo, l’eccessiva assunzione di alcolici, il sovrappeso, il consumo smodato di sale, l’abuso di caffè, ma anche l’utilizzo di abiti troppo attillati e di tacchi eccessivamente alti.

Tuttavia, oltre alla correzione di questi fattori di rischio, è importante svolgere regolare attività fisica, in modo da riattivare il microcircolo. É sufficiente camminare per ottenere degli evidenti benefici. Sono, invece, controindicati gli sport che prevedono un forte impatto con il terreno, come la corsa, l’aerobica, il sollevamento pesi e lo spinning. Assai consigliati sono il nuoto e la bicicletta, nonché esercizi propriocettivi e di mobilizzazione della caviglia, poiché agiscono sull’insufficienza venosa.

É molto importante curare anche l’alimentazione, cercando di evitare i cibi particolarmente salati, come formaggi stagionati, salumi e pesce affumicato, e prediligendo frutta, verdura, formaggi freschi e cereali integrali. Un giorno alla settimana è bene seguire anche una dieta disintossicante ricca di liquidi (tisane, centrifughe) e di vegetali, in particolar modo quelli ricchi di vitamine antiossidanti e vasoprotettrici.

Infine, per combattere la ritenzione idrica, è fondamentale bere almeno 2 l al giorno di acqua oligominerale o minimamente mineralizzata, aumentando la dose quando il colore delle urine si presenta scuro. Vanno, invece, moderate le bevande alcoliche, zuccherate e farmacologicamente attive (caffè), poiché, oltre ad introdurre acqua nell’organismo, apportano anche calorie ed altre sostanze malsane.

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