Perché viene il singhiozzo

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Perché viene il singhiozzo

Il singhiozzo è una contrazione involontaria del diaframma che avviene ripetutamente, anche diverse volte al minuto, per un periodo di tempo variabile, producendo una rapida e improvvisa chiusura delle corde vocali. Durata, ritmo e frequenza sono soggettivi: alcune persone hanno provato il singhiozzo una sola volta nella vita, altre lo sperimentano piuttosto spesso.

Per risolvere questo fastidioso problema esistono un’infinità di rimedi popolari, dai più semplici ai più assurdi, ma nella maggior parte dei casi si risolve da sé entro pochi minuti.

Le cause più comuni del singhiozzo

Quasi sempre la causa del singhiozzo è di poco conto: un pasto abbondante o consumato rapidamente, una consistente quantità di bevande alcoliche, l’ingestione di cibi piccanti o di aria, come avviene con la gomma da masticare, il fumo, lo stress e i disturbi gastrointestinali, come il reflusso gastrico, l’ernia iatale e la sindrome del colon irritabile.

Anche se raramente, un singhiozzo persistente può essere sintomo di una patologia seria, spesso legata a disfunzioni epatiche o renali.

Patologie che possono provocare il singhiozzo

L’asma e altre affezioni dell’apparato respiratorio possono causare il singhiozzo, così come il mal di gola e le infiammazioni di bronchi e polmoni. Tra le patologie più gravi che, in alcuni casi, provocano questo disturbo, si trovano anche le lesioni cerebrali, l’ictus, l’encefalite e alcune forme di tumore.

Diabete e alterazioni dei valori di glicemia talvolta sono causa di singhiozzo, mentre alcuni interventi chirurgici che prevedono l’intubazione e l’anestesia generale non è raro che comportino un singhiozzo piuttosto prolungato.

Singhiozzo causato da farmaci

Tranquillanti e barbiturici, psicofarmaci in genere, sonniferi, antinfiammatori a base di cortisone e alcuni prodotti utilizzati come chemioterapia possono provocare il singhiozzo, con intensità e durata variabili.

Sintomi caratteristici del singhiozzo

Il singhiozzo si manifesta con la tipica contrazione del diaframma e della gola, si presenta all’improvviso e talvolta può essere accompagnato da un lieve dolore. Solitamente il fenomeno ha una durata di pochi minuti, durante i quali le contrazioni possono essere anche molto frequenti.

Qualora dovesse persistere con insistenza per oltre due giorni, si raccomanda di chiedere consiglio al medico, poiché potrebbe trattarsi di una patologia seria.

È bene tenere presente che il singhiozzo non rappresenta di per sé un rischio ma, a parte il senso di disagio fisico e psicologico che provoca, se perdura a lungo può compromettere la respirazione, l’alimentazione e il riposo. Inoltre, nei pazienti recentemente sottoposti ad interventi chirurgici, può causare lesioni e problemi di cicatrizzazione.

Diagnosi e terapie

Qualora non si tratti di un problema transitorio legato alla digestione, il medico provvederà a sottoporre il paziente ad una serie di accertamenti per escludere la presenza di patologie di diverso genere, indagando eventualmente su altri sintomi e sulla sua storia clinica.

Nel corso delle indagini diagnostiche il medico potrebbe talvolta prescrivere alcuni farmaci per cercare di ridurre i sintomi: si tratta in genere di psicofarmaci, miorilassanti, antiemetici e antiepilettici. Qualora il disturbo fosse provocato da un problema digestivo o di reflusso gastrico, possono essere utili farmaci che riducono l’acidità dello stomaco.

Esistono inoltre numerosi rimedi popolari per il singhiozzo, più o meno curiosi, dall’ingerire acqua fredda, zucchero o pane, al farsi spaventare, al trattenere il respiro, il cui effetto è più che altro suggestivo e coincide con il naturale esaurirsi del disturbo.

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