Marijuana italiana, tutto ciò che c’è da sapere su CBD e THC

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Da un po’ di anni il tema della cannabis si è affacciato sul panorama politico e sociale. Proprio nel nostro Paese, recentemente, è stato bocciato il Referendum sulla Cannabis legale. Dopo che i cittadini si erano mostrati favorevoli, dato il raggiungimento del numero delle firme previsto, la Consulta non l’ha approvato. Gli attivisti e tanti altri esperti che sono stati i mandanti del Referendum stesso non si fermano, anzi continueranno a fare informazione affinché lo scetticismo dilagato nella Nazione possa essere contrastato con la conoscenza.

Da sempre, attorno alle parole ‘cannabis’, ‘marijuana’, ‘erba’, etc, aleggia sempre il sostantivo ‘droga’. Non è bastata la dicitura ‘legale’ per “rassicurare” tutti coloro che sostengono ancora che la cannabis light sia una droga psicotropa e, quindi, abbia come effetti collaterali quello che, in gergo, viene definito sballo. In realtà, c’è tutto un universo fatto di scienza, medicina, salute e benessere dietro al mondo della cannabis e della marijuana italiana di puracbd.it. Facciamo un po’ di chiarezza.

Differenze tra CBD e THC

La pianta della cannabis contiene quasi più di 100 diversi cannabinoidi, ognuno con le proprie caratteristiche e i suoi effetti sul sistema Endocannabinoide (ECS). Sia il CBD sia il THC sono i 2 principali cannabinoidi della cannabis ma, come detto poc’anzi, hanno due effetti completamente diversi e opposti sul corpo umano.

Il THC è principale responsabile dell’effetto psicoattivo della cannabis, con reazioni sul corpo umano come l’aumento dell’appetito oppure va a incidere sulla memoria a breve termine. Di contro, il CBD porta con sé non solo degli effetti totalmente opposti, ma anche benefici. Infatti, non produce alcun effetto psicoattivo e le sue proprietà sono associabili anche ad alcune proprietà presenti all’interno dei farmaci, motivo per cui la cannabis light viene utilizzata anche in ambito medico e, sotto prescrizione, può essere venduta per contrastare alcune malattie.

Tra i benefici che il CBD può apportare al nostro corpo c’è quello di rilassamento; quindi, corre in aiuto quando si hanno degli attacchi di panico o di ansia e, in alcuni casi, può aiutare a superare e placare varie psicosi come deliri, allucinazioni o paranoie.

Inoltre, non avendo un effetto psicotropo, sono stati velocizzati e non hanno subito ingenti ostacoli burocratici diversi studi condotti sul CBD. Grazie a questi, gli esperti hanno potuto rendere disponibili vari trattamenti basati sul CBD per malattie come Parkinson, Alzheimer, etc, ritenute degenerative. Diversa sorte per il THC che, avendo gli effetti opposti rispetto al CBD, non è stato trattato per scopi medici e la sua vendita è stata resa illegale in diverse parti del mondo. Avendo compreso i vari benefici del CBD, capiamo perché diversi consumatori e/o agricoltori hanno preferito la marijuana italiana a quella estera.

Perché preferire la marijuana italiana a quella estera

Partiamo dalla Legge italiana. Nel nostro Paese la vendita di marijuana italiana deve necessariamente avere un tasso di THC inferiore allo 0.6% e un tasso di CBD più elevato. Infatti, ci concentreremo esclusivamente sulla CBD marijuana italiana.

Tra i motivi principali che rendono la marijuana italiana migliore rispetto a quella estera c’è la coltivazione delle sue infiorescenze. Infatti, le infiorescenze vengono scelte e trattate con cura dagli agricoltori per garantire al consumatore un prodotto, innanzitutto, a norma con le regole in vigore. Punto a favore rispetto a tutti quei paesi esteri dove, a volte, la selezione non è meticolosa. Inoltre, la vendita della cannabis light in Italia è accompagnata da un documento che attesta e certifica il livello di CBD affinché il consumatore abbia un prodotto sia di qualità e sia controllato.

Ci sono anche delle differenze tra marijuana italiana ed estera in termini di composizione chimica della resina di cannabis. Infatti, queste differenze innescano delle sensazioni tattili e olfattive diverse. Per capire se la marijuana è italiana, sulla base delle cose dette poc’anzi riguardo ad un maggior controllo nella coltivazione, è bene sapere che, ad esempio, un profumo più intenso e deciso lasceranno intendere che la coltivazione è stata monitorata e condotta in un ambiente chiuso; oppure, se la marijuana dovesse presentarsi al tatto come ruvida o secca, lascerà intendere che il prodotto è oramai vecchio, quindi di qualità minore. È importante affidarsi, a prescindere dal fatto che siate agricoltori o consumatori, sempre a esperti nel settore.

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