Ricette mediche elettroniche, cosa sono e come funzionano?

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Viviamo in un mondo sempre più connesso e dematerializzato. Ormai l’ascolto della musica è sempre meno legato alla presenza di supporti fisici, lo stesso si può dire per film, riviste, libri, ecc. Anche i nostri documenti sono sempre più spesso digitali. Viaggiano via email o apposite app, che permettono un più rapido e semplice reperimento delle informazioni e anche la loro condivisione, quando necessario.

Abbiamo familiarizzato con QR code, pin, carte punti virtuali, ecc. Siamo tutti un po’ più digitali che in passato. La pandemia ha accelerato alcuni di questi processi, pensiamo ad esempio alla diffusione e alla crescita di didattica e lavoro a distanza.

In azienda sempre più spesso non si stampano contratti o fatture, ma questi ed altri documenti restano digitali e viaggiano online. In un mondo dome il ruolo del digitale è sempre più rilevante anche il Servizio sanitario nazionale si è evoluto, introducendo le ricette mediche elettroniche, ma di che si tratta esattamente?

Queste ricette sono disciplinate dal Decreto interminesteriale del 2 novembre 2011, non sono pertanto una novità, anche se alcuni, in particolare tra i più anziani faticano un po’ ad abituarsi alla rivoluzione che hanno rappresentato.

La ricetta elettronica ha ottimizzato non poco il processo delle prescrizioni farmaceutiche sul territorio nazionale, permettendo ad ogni cittadino di ritirare i propri farmaci, anche senza dover presentare una ricetta cartacea e recandosi potenzialmente in ogni farmacia di ogni regione. La digitalizzazione delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale ha permesso anche di attivare importanti strumenti di controllo e rendicontazione, migliorando e ottimizzando i servizi.

Come funziona la ricetta elettronica o dematerializzata

Come anche specificato sul sito del Ministero della salute la ricetta dematerializzata viene individuata da un numero di riconoscimento univoco (NRE, Numero di ricetta elettronica) e in genere è accompagnata da un promemoria cartaceo per facilitare il passaggio alla totale digitalizzazione.

Il medico di famiglia registra sul Sistema Tessera Sanitaria i dati del suo assistito e quelli della prescrizione. Al paziente basta presentarsi in farmacia con il codice fiscale, anche senza il promemoria, per ricevere i farmaci, visto che il farmacista potrà visionare i dati inseriti dal suo medico.

Il Decreto interministeriale del 25 marzo 2020 ha esteso ulteriormente le modalità elettroniche in alternativa al promemoria cartaceo ed è stato avviato di fatto un preciso percorso che punta a rendere la prescrizione del tutto digitale e dematerializzata.

Oggi la diffusione della ricetta elettronica copre l’intero ambito farmaceutico, mentre è un po’ inferiore per le prescrizioni ambulatoriali, ma il trend è di crescita. A contribuire a questo c’è stata la situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Covid, che ha senza dubbio dato ulteriore impulso alla dematerializzazione delle ricette.

Al momento un gruppo di lavoro del Ministero della salute si sta occupando anche della dematerializzazione dei buoni destinati ai celiaci, che consentono l’erogazione dei prodotti senza glutine. La ricetta elettronica inoltre riguarda anche i farmaci veterinari, in questo caso l’iniziativa ha in particolare lo scopo di ridurre la carta e quindi anche le spese a carico del Servizio sanitario nazionale.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 15 aprile 2019, si sono definiti anche i criteri di tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati, ed è definitivamente entrata in vigore la Ricetta veterinaria elettronica, che sostituisce quella cartacea su tutto il territorio nazionale.

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