Ogni quanto va cambiato il catetere?
La gestione del catetere urinario richiede attenzione costante e competenza clinica, poiché un corretto mantenimento riduce il rischio di infezioni, ostruzioni e complicanze urologiche. Ecco un approfondimento.
A cosa serve il catetere
Il catetere urinario è un dispositivo medico progettato per drenare l’urina dalla vescica quando il paziente non è in grado di farlo autonomamente. Viene utilizzato in condizioni cliniche diverse, come ritenzione urinaria acuta, monitoraggio accurato della diuresi, interventi chirurgici urologici o addominali, immobilità prolungata e patologie neurologiche che alterano la funzionalità vescicale.
Esistono differenti tipologie di cateteri, tra cui il catetere vescicale a permanenza (Foley), quello intermittente e i cateteri sovrapubici. Il catetere Foley è quello maggiormente impiegato nei pazienti che necessitano di un drenaggio continuo. È costituito da un tubo flessibile dotato di un palloncino che, una volta gonfiato in sede vescicale, permette il mantenimento stabile del dispositivo.
L’utilizzo del catetere deve essere accompagnato da un monitoraggio attento delle condizioni della cute, del meato uretrale e della qualità dell’urina. La pulizia quotidiana e il controllo della sacca di raccolta sono essenziali per prevenire infezioni del tratto urinario, una delle complicanze più comuni nei pazienti cateterizzati.
Ogni quanto cambiare il catetere
La frequenza del cambio del catetere dipende dal tipo di dispositivo, dalle condizioni cliniche del paziente e dalle indicazioni del medico curante. In generale, un catetere vescicale a permanenza in silicone può essere mantenuto per un periodo variabile tra 4 e 12 settimane, mentre i cateteri in lattice rivestito hanno una durata inferiore, solitamente tra 2 e 4 settimane. Ciò nonostante, questi tempi possono essere ridotti in presenza di infezioni ricorrenti, incrostazioni, ematuria, dolore o malfunzionamento del drenaggio.
La sostituzione deve essere effettuata da personale qualificato, in condizioni di massima asepsi, per evitare contaminazioni batteriche e traumi uretrali. Durante il cambio vengono valutate la pervietà del dispositivo, lo stato delle mucose e la presenza di eventuali secrezioni o infiammazioni.
Per i pazienti costretti in casa, la gestione del catetere può risultare complessa senza un supporto professionale. Per questo motivo si consiglia di contattare un servizio dedicato in base al comune di residenza, come per esempio un infermiere a domicilio Roma, in grado di eseguire la sostituzione in sicurezza e monitorare eventuali complicanze.